Si parla spesso di "uscire dalla propria comfort zone", di abbandonare ogni tanto abitudini radicate e sperimentare, e nonostante io non ami le frasi fatte ne' gli anglicismi, in questo caso devo trovarmi d'accordo.

A me piace il ferro, mi piace il suo aspetto, il suo colore, che sia grezzo o con quel caratteristico "nero" dato dagli ossidi di laminazione. Amo la sensazione del metallo nudo tra le mani, e se non fosse per evitare la ruggine lascerei tutto così com'è, non trattato.
E se proprio devo scegliere un colore, quel colore sarà il rosso. Rosso scuro, screziato di nero. È istintivo per me, quando ho deciso che avrei fatto un tatuaggio non ho avuto dubbi sul fatto che sarebbe stato rosso.

Però. Però questa forma su cui lavoro da mesi aveva il profumo degli anni '50 e di quelle auto piene di di curve e dai colori pastello, e avevo in mente un'immagine in particolare; anzi più che un'immagine un archetipo, ma quello doveva essere.
E così è stato: bianco e azzurro. Così tenue, così diverso dal solito, così perfetto.