Non lavoro mai in serie.

È un punto d'onore per me che ogni lampada che esce dalle mie mani sia frutto di una ricerca, un'ispirazione, un errore. Ognuna rappresenta un'idea, un momento della mia vita, gli stimoli esterni che avevo in quel periodo, o quello che trovavo nel bidone degli scarti - quello famoso. Mi piace poter dire a chi sceglie di avere una mia lampada in casa che nessuno ne avrà mai una uguale.
Però con il tempo ho imparato ad essere meno rigido, ho pensato che in fondo non c'è nulla di male nel ripetere, magari con qualche variazione, forme a cui sono affezionato; riproporre i modelli che non hanno quel carattere di non riproducibilità e che proprio per questa natura si prestano a diventare una piccola serie.


Così ho preso uno dei miei amati estintori, ma questa volta l'ho tagliato storto, e assemblato e saldato ancora più storto; e mentre pensavo al colore da dargli e lo lucidavo per prepararlo mi ha detto che stava bene così, luccicante ma non troppo, splendente ma imperfetto. E così rimarrà.