E ancora prima avevo tagliato un’incudine da calzolaio, di quelle che ormai si trovano ovunque*, separando il corpo centrale, che mi pareva un’ottima base per…qualcosa, dalle due forme per le scarpe. Anche loro avranno un destino, prima o poi.
Il fondo della pentola doveva servire per replicare, un po’ più in grande, una scultura che è tra le mie preferite; ma una volta tagliato, e provato a posizionarlo su quella base, la decisione era presa. Come sempre, è il materiale a parlare, a scegliere. Io eseguo.
Ascolto, dicevo. Ora raccolgo i fili, incastro le tessere del puzzle.
L’installazione mi faceva pensare a una parabola, un ricevitore; gli specchi acustici inglesi.
E ho pensato a quanto oggi ci sia bisogno di ascoltare. Quando siamo abituati invece a esternare, a condividere, a elargire perle di saggezza non richieste. Ascoltare opinioni, ascoltare consigli, magari non seguire quei consigli, magari non condividerle quelle opinioni, ma ascoltare; dar loro il beneficio di una riflessione. Perché a volte le perle vere ci capitano sotto gli occhi e non ce ne rendiamo conto.
E ascoltarsi. Puntare quella parabola di cemento dentro di se, scavare, spogliarci delle aspettative - anche e soprattutto quelle create da noi. Comprendersi.
Riconsiderare
RIconsiderarsi
Frammentarsi
Ricostruirsi
